Figli a Carico 2026: Requisiti, Detrazioni IRPEF e Novità nel 730
figli a carico 2026 sono al centro di una riforma importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) che ha ridisegnato il sistema delle detrazioni IRPEF per i familiari. La novità più rilevante riguarda i figli di 30 anni e oltre: dal 1° gennaio 2025 la detrazione IRPEF è stata abolita per tutti i figli che hanno compiuto 30 anni e non sono disabili. Per i figli tra 21 e 29 anni la detrazione rimane in vigore e vale 950 euro annui, ridotta progressivamente all’aumentare del reddito del genitore fino ad azzerarsi a 95.000 euro. Per i figli under 21, invece, non esiste detrazione IRPEF: dal marzo 2022 è stata sostituita dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS. Nel 730/2026 — che dichiara i redditi dell’anno 2025 — queste regole trovano piena applicazione per la prima volta. In questa guida CAF trovi tutti i requisiti, i limiti di reddito dei figli, il calcolo della detrazione spettante, le novità introdotte dalla riforma e come compilare correttamente il prospetto familiari a carico.
Figli a Carico 2026: i Requisiti di Reddito per Ogni Fascia di Età
Un figlio è considerato fiscalmente a carico quando il suo reddito complessivo annuo non supera determinate soglie, indipendentemente dalla convivenza con il genitore. Le soglie variano in base all’età del figlio. Per i figli che hanno compiuto 24 anni il limite è di 2.840,51 euro annui: superata questa soglia il figlio non è più a carico e il genitore perde la detrazione. Per i figli che non hanno ancora compiuto 24 anni il limite è più alto: 4.000 euro annui. Nel calcolo del reddito del figlio rientrano tutti i redditi soggetti a IRPEF — redditi da lavoro dipendente, autonomo, da fabbricati, da capitale — ma non le borse di studio esenti e i redditi esenti per convenzione internazionale. Il reddito del figlio va verificato con riferimento all’intero anno di imposta 2025: se il figlio ha superato la soglia anche solo per un mese dell’anno, va considerato a carico solo per i mesi in cui era sotto soglia.
Quale Detrazione Spetta per i Figli a Carico 2026
Il sistema delle detrazioni per figli a carico 2026 è articolato in tre fasce di età con regole completamente diverse. I figli under 21 non danno diritto ad alcuna detrazione IRPEF nel 730: dal 1° marzo 2022 è stata integralmente sostituita dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS, che va richiesto separatamente. La detrazione IRPEF di 950 euro annui spetta invece ai figli tra 21 e 29 anni, calcolata con la formula progressiva descritta nel paragrafo successivo. Dal 1° gennaio 2025 la detrazione per i figli di 30 anni e oltre è stata abolita — unica eccezione i figli con disabilità riconosciuta ai sensi della L. 104/1992, per i quali non esiste alcun limite di età.
Come Si Calcola la Detrazione per Figli a Carico 2026
La detrazione per figli a carico 2026 non è un importo fisso ma decresce progressivamente all’aumentare del reddito del genitore. La formula di calcolo è la seguente: 950 × (95.000 – reddito complessivo) / 95.000. Con un reddito di 30.000 euro la detrazione teorica è pari a circa 650 euro. Con un reddito di 80.000 euro scende a circa 150 euro. La detrazione si azzera completamente quando il reddito complessivo raggiunge i 95.000 euro. La soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo: chi ha due figli a carico vede la soglia salire a 110.000 euro, con tre figli a 125.000 euro e così via. Alla detrazione base si aggiungono le maggiorazioni: +400 euro per ogni figlio con disabilità riconosciuta ai sensi della L. 104/1992 e +200 euro per ogni figlio nelle famiglie con tre o più figli a carico.
Ripartizione della Detrazione tra i Genitori
Quando entrambi i genitori sono fiscalmente responsabili del figlio, la detrazione va ripartita in quote uguali al 50% ciascuno. In alternativa, previo accordo tra i genitori, è possibile attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito più alto: questa scelta è conveniente quando uno dei due genitori ha un reddito talmente basso da non riuscire a “sfruttare” la detrazione per intero, perché le detrazioni non rimborsabili si perdono. Nel caso di genitori separati o divorziati, la detrazione spetta in genere al genitore affidatario. Se l’affidamento è condiviso si applica la ripartizione al 50%, salvo accordo diverso. Per i genitori non conviventi che non hanno riconosciuto il figlio, la detrazione spetta integralmente all’unico genitore che lo ha riconosciuto.
Novità 2026: Stop Detrazioni per Familiari Extracomunitari all’Estero
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’ulteriore novità in vigore dal 1° gennaio 2025: le detrazioni per familiari a carico — figli inclusi — non spettano più per i familiari di cittadini extracomunitari residenti all’estero. Prima di questa modifica, un lavoratore extracomunitario residente in Italia poteva portare in detrazione i figli rimasti nel Paese d’origine. Dal 2025 questa possibilità è soppressa. Restano invece invariate le detrazioni per familiari residenti in Italia, inclusi i figli maggiorenni di lavoratori stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale. Un’altra novità riguarda gli altri familiari a carico (fratelli, sorelle, suoceri, nuore, generi): la detrazione forfetaria di 750 euro è stata soppressa, ad eccezione degli ascendenti — genitori e nonni — conviventi con il contribuente, per i quali rimane in vigore.
Come Compilare il Prospetto Familiari a Carico nel 730/2026
Nel Modello 730/2026 i figli a carico vanno indicati nel Prospetto dei familiari a carico, che si trova nella prima sezione del modello. Per ogni figlio va indicato il codice fiscale, il mese di inizio e fine del periodo di carico, la percentuale di detrazione spettante (50% o 100%) e il codice identificativo del tipo di familiare. I figli under 21 vanno comunque indicati nel prospetto — anche se non danno diritto a detrazione nel 730 — perché la loro presenza influenza il calcolo di altre agevolazioni come il quoziente familiare per le detrazioni e le detrazioni per spese sanitarie. I figli over 30 non disabili non vanno indicati come familiari a carico, ma possono restare nel prospetto con apposito codice se il genitore sostiene spese per loro conto (sanitarie, universitarie) che vuole detrarre.
FAQ — Figli a Carico 2026
Un figlio di 32 anni studente universitario è ancora a carico nel 730/2026?
No. Dal 1° gennaio 2025 la detrazione IRPEF per i figli di 30 anni e oltre è stata abolita, indipendentemente dal fatto che siano studenti o disoccupati. L’unica eccezione riguarda i figli con disabilità riconosciuta ai sensi della L. 104/1992, per i quali non esiste limite di età. Il figlio over 30 non disabile può però restare nel prospetto familiari a carico per consentire al genitore di detrarre le spese sanitarie o universitarie sostenute per lui.
Qual è il limite di reddito per considerare un figlio a carico nel 2026?
Il limite è di 2.840,51 euro annui per i figli che hanno compiuto 24 anni. Per i figli che non hanno ancora compiuto 24 anni il limite sale a 4.000 euro annui. Se il figlio supera anche solo di un euro queste soglie nell’anno 2025, non è fiscalmente a carico per nessun mese dell’anno — salvo verifica mese per mese in caso di variazioni reddituali durante l’anno.
Per i figli under 21 non si ha più nessun vantaggio fiscale nel 730?
La detrazione IRPEF per i figli under 21 non esiste dal marzo 2022, ma il vantaggio economico è stato sostituito dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS direttamente sul conto corrente. L’AUU va richiesto separatamente all’INPS con DSU/ISEE aggiornato. I figli under 21 vanno comunque indicati nel prospetto familiari a carico del 730 perché influenzano il calcolo di altre agevolazioni.
Figli a Carico 2026: Ripartizione, Genitori Separati e Casi Particolari
Come si divide la detrazione figli a carico tra genitori separati?
In caso di affidamento condiviso la detrazione va ripartita al 50% tra i due genitori, salvo accordo scritto che attribuisce il 100% al genitore con reddito più alto. In caso di affidamento esclusivo la detrazione spetta per intero al genitore affidatario, che può cedere il 50% all’altro genitore previo accordo. Se il genitore affidatario ha un reddito così basso da non poter utilizzare la detrazione, può cederla integralmente all’altro genitore.
Un figlio maggiorenne disoccupato che vive a casa è sempre a carico?
Dipende dal suo reddito. Un figlio di 25 anni senza lavoro e senza redditi è a carico se il suo reddito complessivo 2025 non supera 2.840,51 euro (inclusi eventuali redditi da lavori occasionali, borse di studio tassabili, redditi da fabbricati). La convivenza non è un requisito: il figlio può essere a carico anche se non vive con il genitore, purché rispetti il limite reddituale.
La detrazione figli a carico si cumula con l’Assegno Unico?
Sì, ma per fasce di età diverse. L’Assegno Unico copre i figli fino a 21 anni (e oltre se disabili) e va richiesto all’INPS. La detrazione IRPEF nel 730 copre i figli dai 21 ai 29 anni. Non c’è sovrapposizione tra i due strumenti: ognuno opera su una fascia di età distinta.