Imposta di registro sui contratti di locazione
L’imposta di registro sui contratti di locazione ordinari (quando non si opta per la cedolare secca) è generalmente pari al 2% del canone annuo, con un importo minimo di 67 euro. È inoltre prevista l'imposta di bollo, che varia in base al numero di pagine e copie del contratto, con un minimo di 32 euro.
Nel caso di contratti a canone concordato (contratti agevolati), l’imposta di registro del 2% si applica sul 70% del canone annuo pattuito.
Ogni anno, entro 30 giorni dalla scadenza annuale del contratto, locatore e conduttore devono pagare l'imposta di registro, sempre nella misura del 2% del canone annuo (in questo caso non si applica il limite minimo di 67 euro previsto alla prima registrazione).
I contratti a canone concordato si applicano nelle principali aree metropolitane (ad esempio Roma, Milano, Torino, Napoli, ecc.), nei comuni limitrofi e nei comuni definiti "ad alta densità abitativa". Questi contratti prevedono un canone calcolato sulla base di criteri oggettivi (posizione, superficie, caratteristiche dell’immobile), definiti da appositi accordi territoriali tra associazioni rappresentative di inquilini e proprietari.